Ecoansia e aiuto psicologico

Costrutto di ecoansia e contesto

L’ecoansia è stata definita nel 2017 dall’American Psychological Association come uno stato ansioso, di preoccupazione per una catastrofe ambientale. Nonostante si tratti di un tema ancora poco studiato e approfondito ha avuto, e continua ad avere, un grande impatto nell’attuale narrazione sulla crisi climatica e l’attenzione all’ambiente. Il termine ecoansia è stato largamente diffuso e utilizzato dai mass media rivolgendosi in particolare alle nuove generazioni nell’indicarla come la nuova malattia del secolo.

La Dr.ssa Laura Princivalli, psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia e Psicoterapeuta interazionista con questo articolo prova a offrire una finestra sul tema, collocando il supporto psicologico online tra le possibilità per affrontare la paura. Se leggendo questo articolo volessi avere qualche informazione o chiarimento in più, o volessi iniziare un percorso psicologico online con lei o i/le suoi/sue collaboratori/trici puoi contattarla a info@psicoterapeuta-online.com.

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Ecoansia e psicoterapia

La patologizzazione dell’eco ansia che si sta delineando rischia di essere semplificativa e poco costruttiva da un punto di vista terapeutico. Come spesso accade il pericolo è quello di confondere la delegittimazione del vissuto e del narrato con una generica attenzione per la salute mentale. Se leggendo il termine ecoansia qualcosa ti è risuonato, all’interno di quella familiarità si snodano i tuoi significati attribuiti a quella singola parola. L’esplorazione delle luci che si sono accese, il tuo modo di identificarle e viverle è uno dei passi della psicoterapia; dar loro un nome, magari una forma è un altro passo. Ciò che si genera durante il percorso va oltre la terminologia mediatica, la definizione: raggiunge consapevolezze e letture del mondo di cui hai bisogno. L’obiettivo da costruire e ricostruire insieme che possa guidare la terapia parte da tutte queste considerazioni che sono di contesto e di contenuto all’eco ansia.

 

La condivisione come possibilità

In un interessante articolo di Letizia Molinari su ecoansia ed ecorabbia si allarga il concetto: “..quando si legge su Lancet che la metà dei giovani tra i 16 e i 25 anni soffrono per la crisi climatica, non possiamo trattarla come una nevrosi personale ma occorre una riflessione sul significato collettivo di questo malessere[..]”.

Fondando gli approfondimenti sul tema non solo sulla salute psicologica individuale ma anche sulle relazioni interpersonali e le cornici socio-culturali è opportuno ampliare il costrutto e metterlo a disposizione di tutt*. Ed è così che il percorso di psicoterapia offre lo strumento dell’elaborazione, dell’analisi del proprio vissuto e costruisce contemporaneamente la competenza di condivisione, crea un immaginario di contributo personale e sociale porgendo possibilità di interconnessione con l* altr* e con sé stess*.

La conclusione di Molinari riguarda un approccio terapeutico a tutti gli effetti: “il sintomo (e dunque l’ansia) è il tentativo (disperatissimo) del nostro corpo di resistere individualmente a un dolore ancora più grande (il mondo che brucia), forse collettivamente i nostri corpi (insieme) possono produrre altre modalità di resistenza meno autodistruttive e più efficaci.”

 

“L’idea è che collettivo e individuale diventino strumenti l’uno per l’altra, che si influenzino fino a codeterminarsi, allo scopo di perseguire la salute mentale e allo stesso tempo ambientale.”

Psicologo per italiani all’estero

Italiani all’estero: trovare aiuto psicologico online

Lo psicologo per italiani all’estero è una figura sempre più al centro di interesse e ricerca, di pari passo con un numero sempre maggiore di persone che valicano i confini nazionali. Si parla di decine di migliaia di residenti all’estero, a cui si aggiunge chi all’estero ancora non risulta registrato o vi è solo temporaneamente. Se è di supporto psicologico che sei, o sei stato alla ricerca durante una permanenza più o meno lunga fuori dall’Italia, sai che il tema lingua, o cultura in generale impatta sull’immaginario del percorso da intraprendere.

La Dr.ssa Laura Princivalli, psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia e Psicoterapeuta interazionista, utilizza questo spazio per raccontare la possibilità dello psicologo per italiani all’estero, grazie alla modalità interattiva online. Se leggendo questo articolo volessi avere qualche informazione o chiarimento in più, o volessi iniziare un percorso psicologico online con lei o i/le suoi/sue collaboratori/trici puoi contattarla a info@psicoterapeuta-online.com.

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Cercare supporto oltre confine

Il tema della salute psicologica è al centro dell’attenzione e, secondo il racconto che lo circonda, soprattutto le nuove generazioni sembrano essere nella direzione di abbattere il tabù della richiesta di aiuto. In generale insomma se ne parla, spesso condividendo la propria opinione a riguardo o addirittura la propria esperienza e la richiesta di supporto psicologico arriva sempre prima. Mentre il tempo del dubbio si accorcia, le opzioni aumentano e così anche la facilità nel reperire le informazioni.

In questo processo confluiscono le opportunità e le soluzioni offerte a uno dei limiti che fino a pochi anni fa sembrava insuperabile: la distanza. La scelta di cambiare stato, o magari persino continente, porta con sé l’abbandono di alcuni comfort, la lingua, la cultura di appartenenza, le relazioni sociali di riferimento. Rivolgersi a uno psicologo per italiani all’estero, e quindi a distanza, significa mantenere universi culturali di significato, ricercare regole di linguaggio e di relazione all’interno di contorni familiari e mantenere una continuità terapeutica che inganni l’ostacolo della lontananza.

 

L’opzione online dello psicologo per italiani all’estero

La psicoterapia online è sempre più diffusa, accessibile e rintracciabile. Dai motori di ricerca è possibile trovare una vasta scelta di professionist* a cui rivolgersi e con cui affrontare online l’intero percorso, ricercandolo in lingua italiana. Che tu sia residente all’estero, di passaggio o anche in vacanza l’interazione mediata da mezzi di comunicazione digitale consente di costruire un’interazione duratura e continuativa accompagnando la freneticità della vita, o i suoi cambiamenti, anche spaziali.

Le occasioni di spostamento sono ora più che mai a portata di mano, e negli ultimi anni la tecnologia e l’approfondimento degli strumenti e delle interazioni da parte del mondo dell* psicolog* ha permesso di stare al passo con la domanda, le esigenze, garantendo una disponibilità a un percorso a distanza, in privacy e di co-costruzione.

“Ciò che fonda un rapporto terapeutico è l’interazione che si crea a partire dai significati condivisi e generati nello spazio della seduta: la distanza, la richiesta di un* psicolog* in lingua, lo spazio anche fisico che scegli di occupare, ne fanno parte.”

 

 

Email psicologo: il momento di inviarla

Chiedere aiuto psicologico durante la stagione estiva

“Email psicologo” è uno tra gli appunti dell’agenda o tra i post-it sul frigo che ti ricordano i buoni propositi. Certo è che ora è arrivata l’estate e tra i pensieri delle cose da rimandare a settembre c’è quello che, forse, chiedere supporto psicologico non sia tra quelle. Il promemoria “email psicologo” spicca perché cercare un* psicoterapeuta online in questo periodo non ha controindicazioni: è organizzabile e gestibile a distanza, in vacanza, insomma, durante l’estate in generale, sia che tu abbia programmi sia che tu non ne abbia.

La Dr.ssa Laura Princivalli, psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia e Psicoterapeuta interazionista, racconta come rivolgersi a un* professionista online, quando e come organizzarti in questo periodo dell’anno. Se leggendo questo articolo volessi avere qualche informazione o chiarimento in più, o volessi iniziare un percorso psicologico online con lei o i/le suoi/sue collaboratori/trici puoi contattarla a info@psicoterapeuta-online.com.

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Il post-it “email psicologo”

Se tra i tuoi alert compare quello di contattare un* psicolog* significa che la valutazione di chiedere aiuto è già stata fatta ed è stata presa la decisione di dare seguito a questo pensiero. Scrivere, o chiamare, un* psicoterapeuta online è il primo vero passo del percorso, immediatamente successivo alla presa in considerazione di iniziare. Sono molti i motivi che fanno postporre l’evento, e tra gli altri c’è spesso il tentativo di trovare il momento giusto, il periodo adatto e la possibilità di garantire una costanza al percorso. La psicoterapia online viene incontro a queste riflessioni offrendo varie possibilità da un punto di vista organizzativo e di continuità.

Che cosa scriveresti nella tua “email psicologo”? Potrebbe essere utile iniziare a mettere insieme le idee immaginando la mail senza lo scopo di inviarla, o senza l’obiettivo di inviarla in quel momento. Puoi farlo direttamente sulla casella di posta o puoi scrivere ciò che di volta in volta ti viene in mente, o modificare, sulle note del telefono, o magari usare un foglio bianco e una penna, come esercizio di espressione di te.

Quando?

Non c’è una risposta giusta a questa domanda. Il momento in cui iniziare a “buttare fuori” il testo della mail, o la domanda che vorresti portare, o la storia che vorresti raccontare, è quando ne senti la necessità. E per necessità non si intende uno stato di urgenza, bensì il momento che senti come tuo, o come un possibile inizio di un tuo tempo. Lo stesso vale per il momento in cui inviare quella mail, quel messaggio, o alzare la cornetta per fare la telefonata.

Anche in questo periodo di “rimandato a settembre”, l* psicoterapeuta online può accompagnarti durante l’estate, garantendo continuità al percorso, alle questioni portate. In tal senso questo è un momento come un altro per staccare il post-it dal muro e inviare quella email, se fosse l’occasione che senti per farlo.

“Il promemoria “email psicologo” è, comunque vada, un ottimo stratagemma per ricordarti, nell’attimo esatto in cui vorrai farlo, di prenderti cura di te.”

Come fermarsi? Chiedilo a una psicologa online

Necessità di fermarsi e accettare di farlo

Parlare di prendersi una pausa, rallentare, sospendere le attività con una psicologa online permette di sbirciare nel buco della serratura dell’iperattività che in molti casi caratterizza le nostre vite, e concede di misurare la carica emotiva che spesso supera il livello di sostenibilità, o, in generale, di controllare la temperatura psicologica e di gestione.

Di fronte alla psicologa online potresti arrivare già con la domanda su come fermarsi, o potrebbe emergere la necessità durante le sedute. è un tema presente sia sul piano personale che professionale, o può riguardare una generale sensazione di sopraffazione.

La Dr.ssa Laura Princivalli, psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia e Psicoterapeuta interazionista, racconta, attraverso l’esperienza terapeutica, la necessità di fermarsi, la difficoltà nell’accettarlo e come imparare a farlo.

Se leggendo questo articolo volessi avere qualche informazione o chiarimento in più, o volessi iniziare un percorso psicologico online con lei o i/le suoi/sue collaboratori/trici puoi contattarla a info@psicoterapeuta-online.com.

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La difficoltà di prendere tempo: parola alla psicologa online

Quali sono le criticità intorno all’idea di “fermarsi”? In una società che corre, i contesti di vita sono divenuti richiestivi: il lavoro, le frequentazioni, la scuola, la famiglia. Le aspettative e gli standard costruiti e che costruiamo ogni giorno si plasmano in un’idea di performance e produttività, di successo e sfida. La possibilità di sospendere le attività, i pensieri, le relazioni, gli impegni o qualunque altra cosa stia sovrappopolando la nostra vita implica una messa in discussione profonda: dalla corsa allo stop, dall’obiettivo all’inattività. La molla per il cambiamento non riguarda la consapevolezza dell’iperstimolazioni a cui (ci) si è sottopost*, quanto l’immaginare una via d’uscita senza un’immediata nuova entrata. Fermarsi non significa sostituire o ricominciare: un lavoro con un altro, una persona con un’altra, un indirizzo di studi con un altro. Ma uscire e basta.

“Che cosa farai?”, “Hai altri progetti?”, “Che cosa stai facendo ora?” sono alcune delle domande che arrivano alla psicologa online, nel momento del salto. E la risposta che si costruisce in terapia è: “nulla”. Innanzitutto, ora, nulla.

Imparare a rallentare fino a fermarsi

Imparare a rallentare fino a fermarsi può apparire spaventoso, e impraticabile. Sembra una scelta di privilegio, biasimata, giudicata. Ed è necessario fare i conti anche con questo specchio nell’anticipazione della decisione e della direzione di off. Un percorso con una psicologa online prende in considerazione le condizioni, le vie d’uscita, le priorità, la salute psicologica, per costruirne, o ricostruirne di nuove. Non è un balzo d’incoscienza, ma la generazione di nuove possibilità che, molto spesso, sono state fino a questo punto inimmaginabili.

Come? Non serve fermare tutto, e scendere, come si dice. Né farlo a tempo indeterminato. Si può creare una finestra di tempo, o di spazio. E per spazio ci si riferisce ai perimetri della propria vita, scegliere che cosa mettere in pausa, da che cosa uscire, e che cosa mantenere.

“L’aiuto psicologico può risiedere proprio nel mettere tutto in discussione, insieme, e capire cosa tenere, e cosa buttare, e che lo si può fare con tutto.”

Genere non binary: l’iter per un supporto psicologico online

Identità non binarie e possibilità di percorso

Nella settimana che precede la giornata internazionale contro le discriminazioni rivolte alla comunità lgbitq, si sceglie di affrontare il tema della non binarietà del genere parlando di come e che tipo di supporto psicologico online puoi ricercare.

La Dr.ssa Laura Princivalli, psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia e Psicoterapeuta interazionista, sensibile alle tematiche di genere, con un’esperienza specifica nell’argomento e parte dell’associazione “Il Mio Genere”, punto di riferimento unitario di assistenza e consiglio nell’ambito del cambiamento di genere, approfondisce in questo articolo le possibilità per chiedere supporto psicologico online nel caso di genere non binary, rispondendo ai dubbi rispetto alle possibilità oggi presenti in questo caso specifico. Se leggendo questo articolo volessi avere qualche informazione o chiarimento in più, o volessi iniziare un percorso psicologico online con lei o i/le suoi/sue collaboratori/trici puoi contattarla a info@psicoterapeuta-online.com.

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“Identità non binarie”: cosa si intende

Per “identità non binarie”, come spesso vengono definite, si intende identità di genere fuori dal binarismo maschile/femminile. Il genere prende forma nella scelta di ciascun*, secondo come scelga di esprimersi, senza regole definite, semplicemente rifiutando l’etichetta rigida di “maschio” o “femmina” e con essa le caratteristiche associate.

Le persone che si definiscono “non binary” possono identificarsi come appartenenti a più di un genere, a nessun genere o oscillare tra un genere e l’altro; in ogni caso connoteranno la loro scelta in modi diversi. Si usa inserire il non binarismo nell’ampia categoria di “persona trans” poiché si l’abbandono del sesso assegnato alla nascita e lo sperimentare un’altra condizione è da considerarsi una transizione, in questo caso senza una destinazione d’arrivo definita e perimetrata.

Supporto psicologico online nel contesto di genere

Nel caso in cui fossi alla ricerca di maggiori informazioni su come affrontare questa transizione, si usa questo spazio per dare qualche idea sulle possibilità e sul percorso possibile supportat* da un* psicoterapeuta online.

La scelta di un’identità binaria porta con sé le tue ragioni, le tue aspettative e i tuoi obiettivi; ciò avviene in ogni processo, anche in una transizione da un genere a un altro, ma in questo caso specifico il punto “di arrivo” è difficilmente individuabile in una costellazione di significati preconfezionati culturalmente, come lo sono invece, ad esempio, il “maschile” e il “femminile”. Questo è il motivo per cui molto spesso approdi in terapia, per avere un supporto nella costruzione dell’identità di “arrivo”, nel dare forma a ciò che immagini e che senti di essere.

Al di là del percorso terapeutico, la possibilità in più, nel performare l’identità, è la richiesta farmacologica di un microdosaggio ormonale, il cosiddetto “microdosing” allo scopo di accentuare caratteri tipici di un sesso o dell’altro per giungere a una fluidità e indefinizione nell’apparenza. Se questo fosse il caso è necessario trovare un* medico endocrinolog* disponibile e fornire il nulla osta, ovvero la relazione psicologica che, a fronte di un percorso psicologico, puoi richiedere all* psicoterapeuta che ti segue.

“Il supporto psicologico online nel contesto di genere non binario interviene sia nel rapporto terapeutico co-costruito, sia nell’eventuale documentazione richiesta ai fini della terapia farmacologica”

Chiedere aiuto online: come funziona?

Tutto sulla psicoterapia online

Chiedere aiuto online è una delle possibilità che prendono forma immediatamente nel momento in cui scegli di cercare supporto psicologico. Nel contesto mediato da strumenti di comunicazione digitale le prime curiosità riguardano generalmente le modalità, la struttura del percorso e in genere l’organizzazione dei colloqui. Le risposte si costruiscono insieme, interagendo online con l* professionista con cui entri in contatto.

La Dr.ssa Laura Princivalli, psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia e Psicoterapeuta interazionista, approfondisce in questo articolo le possibilità per chiedere aiuto online raccontando i dettagli del percorso, i come, i dove, e altre curiosità sul percorso di psicoterapia online provando a rispondere ai dubbi più frequenti secondo la sua esperienza. Se leggendo questo articolo volessi avere qualche informazione o chiarimento in più, o volessi iniziare un percorso psicologico online con lei o i/le suoi/sue collaboratori/trici puoi contattarla a info@psicoterapeuta-online.com.

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I dettagli sulla psicoterapia online

Iniziare un percorso di psicoterapia significa innanzitutto porre delle regole tra te e l* psicoterapeuta che riguardino per prima cosa gli aspetti formali e organizzativi, che sono parte della mediazione all’interno dell’interazione clinica. Chiedere aiuto online, in particolare, implica costruire insieme, anche il setting e le modalità: scegliendo da dove connetterti, quale strumento utilizzare e con un’ampia flessibilità oraria.

Non tutt* l* professionist* che lavorano online offrono una scelta su ognuno di questi aspetti, ma in ogni caso uno scambio che implichi queste regole interattive è necessario da subito, per poter decidere dove e come incontrarsi, nel luogo online. Le possibilità sono molteplici: per psicoterapia online si intende lo scambio terapeutico mediato da mezzi di comunicazione digitale passando per chat, mail, telefonate o videocolloqui. Nel caso di psicoterapeuta-online.com le forme di supporto terapeutico offerte sono sedute telefoniche o videosedute. I canali sono tutti quelli che consentano questo tipo di interazione: whatsapp video, Google Met, Skype, Zoom ecc..

La struttura del percorso, la durata della seduta online e in generale ciò che riguarda le tempistiche è lo specchio di ciò che accade offline. I luoghi sono i tuoi, puoi connetterti da dove vuoi, in accordo con l* professionista. Dal canto suo l* psicoterapeuta online garantisce privacy e uno spazio protetto da cui connettersi, dove accoglierti senza interferenze.

Chiedere aiuto online: da dove iniziare?

Immagino tu abbia già iniziato, anche solo ad informarti sul tema attraverso queste righe. In generale chiedere aiuto online è quanto di più automatico accade in questi tempi di connessioni veloci e smartphone a portata di mano: basti digitarlo su google, leggere, approfondire e scegliere l* psicoterapeuta online che fa al caso tuo. La scelta di chiedere aiuto molto spesso si accompagna a una ricerca in rete, dove siamo sempre più abituat* a indagare, curiosare e cercare risposte. Durante l’approfondimento potrebbero sorgere nuove domande, oltre alle risposte agognate: parlane con l* professionista in questione. Creare il percorso insieme è il primo passo del percorso stesso e farlo interagendo con chi ti seguirà, o potrebbe seguirti, è un’ottima modalità per costruire anche un’eventuale interazione terapeutica.

Costruire e ricostruire abitudini: a chi chiedere aiuto

A chi chiedere aiuto quando l’obiettivo è il cambiamento

Le routine sono spesso il “piccolo passo” da cui partire, ripartire o lasciare andare per uscire da una situazione percepita come di disagio e valutare a chi chiedere aiuto può essere necessario per avere supporto in questa fase. Cercare aiuto psicologico online per affrontare con un* professionista un momento di messa in discussione e cambiamento è una delle opzioni che vanno in questa direzione, ed è quella che prenderemo qui in considerazione.

La Dr.ssa Laura Princivalli, psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia e Psicoterapeuta interazionista, approfondisce in questo articolo proprio il tema delle costruzione o decostruzione delle routine dal punto di vista una psicoterapeuta online. Se leggendo questo articolo volessi avere qualche informazione o chiarimento in più, o volessi iniziare un percorso psicologico online con lei o i/le suoi/sue collaboratori/trici puoi contattarla a info@psicoterapeuta-online.com.

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Lavorare sulle abitudini con un* psicoterapeuta online

Per abitudini si intende tutto ciò che costruisce, e scandisce, le nostre giornate. Una psicoterapia potrebbe partire dalla necessità di abbandonare un’abitudine (“vorrei smettere di fumare”), o di assumerne una nuova (“vorrei ricominciare a prendermi del tempo per me, allenarmi, riposarmi, dedicarmi ai miei hobbies”) o semplicemente potrebbe trovare inizio in una domanda molto vaga: a chi chiedere aiuto in questo momento? Potresti ritrovarti così a interagire con un* psicoterapeuta.  Molto spesso, nella costruzione degli obiettivi terapeutici, nel racconto della propria trama, nel tentativo di individuare il malessere, può semplicemente apparire quale potrebbe essere il prossimo passo. Il prossimo passo è, molto spesso, creare o dismettere una routine. Che si tratti di iniziare a tenere un diario, o di ritagliarsi qualche minuto, o di darsi un appuntamento settimanale per una qualche attività, questa nuova attività diventa pian piano parte del racconto di te. Per quanto ogni tua azione e comportamento non ti definiscano come persona, contribuiscono a formare la tua immagine di te, che è più probabilmente, l’effettivo obiettivo della terapia.

Dalla domanda “a chi chiedere aiuto” alla costruzione del percorso terapeutico

In ogni caso, alzare la mano è davvero il vero primo passo, o meglio, il passo zero, per iniziare la ricerca di un mutamento delle condizioni attuali, qualsiasi esse siano. Raccontare come stiano le cose è parte della consapevolezza che ti serve per individuare le abitudini attuali, quelle che hai perso, quelle che vorresti recuperare, quelle che vorresti integrare nella tua quotidianità per la prima volta. Potrebbe significare fare ordine, fare spazio, prendersi tempo e trasformare questa narrazione in una pratica costruendo le possibilità, gli scenari e le prospettive future.

Il percorso terapeutico non segue una strada predefinita o un protocollo preimpostato, ma è sempre costruito insieme, è l’incontro tra la tua storia e i processi, gli strumenti dell* terapeuta, di volta in volta guidat* dall’obiettivo terapeutico, anch’esso ridiscutibile insieme.

“Costruire, ricostruire, montare e smontare routine può rivelarsi una strategia di sblocco efficace. Pensare a chi chiedere aiuto per essere supportat* nel percorso è già un passo verso l’obiettivo.”

Come accettare la fine di una relazione: la possibilità della psicoterapia online

Ricorrere a un* psicoterapeuta online alla fine di una relazione

“Come accettare la fine di una relazione?” Molto spesso è questa la domanda che porti in terapia, e, molto spesso, il modo migliore di rispondere è scoprire nuove domande. Il percorso terapeutico è un’opzione alla fine di una storia, e le domande che puoi scorgere durante la strada sono nuove prospettive, nuovi scenari, in generale nuovi progetti.

La Dr.ssa Laura Princivalli, psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia e Psicoterapeuta interazionista, in questo articolo prova ad aiutarti a immaginare e costruire nuovi inizi in un momento di fine, attraversando l’accettazione che contribuisce a visualizzare il futuro, e viceversa, visualizzando quel futuro che ti permette di accettare. Se leggendo questo articolo volessi avere qualche informazione o chiarimento in più, o volessi iniziare un percorso psicologico online con lei o i/le suoi/sue collaboratori/trici puoi contattarla a info@psicoterapeuta-online.com.

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Come accettare la fine di una relazione: la sfida è imparare ad accettare

In un contesto sociale caratterizzato da narrazioni uniche fatte di produttività, successo, positivismo, la sfida è imparare ad accettare, che appare un po' come fermarsi. È esattamente di questo che ti parlo: fermarti. E accettare. Quando la domanda con cui ti presenti all* psicoterapeuta online è: “come accettare la fine di una relazione?” il lavoro terapeutico deve partire da un’ulteriore domanda: “cosa significa per te accettare?” e aggiungo “come hai scelto l’azione di accettare da perseguire ora?” Focalizzarsi sul significato della domanda, delle parole, dei discorsi è ciò che permette di “farle diventare reali”, vale a dire dare una forma, e una sostanza, all’esigenza.

Accettare è un’azione, non è un’attesa. È un movimento, non è uno stato. È una presa di coscienza, e può essere molto dolorosa; comunque non scontata.  Il punto di partenza in questo caso è anche la risposta alla domanda: imparare ad accettare. Accettare le condizioni in cui ti trovi, il potere che hai, le scelte, le implicazioni, la fine del progetto, della pianificazione, la rottura biografica.

Costruire nuove storie

Lavorare su come accettare la fine di una relazione significa, inoltre, lavorare sull’immaginario di fine e farsi un’altra domanda ancora: “la fine di cosa?” Accettare significa narrare, raccontare, e far diventare reale a te stess* l’evento. Quando si parla di fine nella maggior parte dei casi non si parla di sentimenti, quelli potrebbero essere già finiti, o potrebbero non esserlo ancora ma, in ogni caso, non sono questi a creare un prima e dopo netto. Il prima e dopo riguarda delle abitudini, delle comodità, delle modalità, degli spazi, dei progetti, il futuro. Può essere utile dare un nome e una collocazione alle cose di cui va accettata la fine.

Quando sarai pront* a ripartire, l’aver accettato, immaginato, e lasciato andare ti aiuterà ad aprire nuove porte, a creare nuove trame, a costruire nuove storie e allo stesso tempo, facendolo, capirai di aver davvero imparato ad accettare e di avere davvero messo fine a quel periodo biografico.

 

“In poche parole, se mi chiedi come accettare la fine di una relazione posso rispondere solo: cosa significa per te accettare? E cosa significa per te, ora, fine?”

Psicoterapeuta online video: la novità

Il primo blog italiano esclusivamente dedicato alla psicoterapia online sbarca su YouTube

La richiesta “psicoterapeuta online video” trova finalmente una risposta nel canale YouTube Psicoterapeuta Online. Nel canale puoi trovare contenuti riguardanti la terapia online: informazioni, aneddoti, domande e risposte, curiosità e dubbi arrivati alla tastiera di una psicoterapeuta online.

La Dr.ssa Laura Princivalli, psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia e Psicoterapeuta interazionista, si dedica da anni all’interazione terapeutica online sia dal punto di vista clinico sia dal punto di vista della diffusione di contenuti sempre aggiornati sul tema. Al primo blog italiano interamente dedicato alla psicoterapia online, si aggiunge ora il canale YouTube dedicato. Se leggendo questo articolo volessi avere qualche informazione o chiarimento in più, o volessi iniziare un percorso psicologico online con lei o i/le suoi/sue collaboratori/trici puoi contattarla a info@psicoterapeuta-online.com.

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La domanda che fa nascere il canale: “psicoterapeuta online video”

Da circa un mese, precisamente dal 1 Febbraio 2023, è online il canale Psicoterapeuta Online, nato a distanza di qualche anno dal blog psicoterapeuta-online.com in continuità con esso.  La molla è la stessa: trasformare e condividere le domande che tutti i giorni arrivano da chi ha dubbi, curiosità, da chi è seguit* e da chi si sta informando per saperne di più, in generale e in particolare, sulla terapia online.

Nasce dallo scritto e arriva al video per la stessa ragione. Molte persone come te cercano, chiedono direttamente o indirettamente e fruiscono di diversi tipi di contenuti. E così, vista la grande richiesta e il tipo di evoluzione di questa modalità terapeutica si è scelto di offrire non solo le nostre pagine, ma anche la voce e le immagini per conoscersi meglio e poter condividere le esperienze e le storie con chi quelle esperienze e quelle storie le cerca in altri spazi, alla voce “psicoterapeuta online video”. È proprio sulla scia dell’attenzione alla salute psicologica, alla messa in discussione personale e relazionale a cui siamo sempre più sensibili, che nasce un nuovo spazio, rigorosamente online, per incontrarsi, conoscersi e riconoscersi.

Il canale YouTube Psicoterapeuta online: come funziona

Ogni settimana puoi trovare un nuovo video: il tema è sempre la psicoterapia online e le tips presentate di settimana in settimana nascono dalle domande di persone come te. Le informazioni chieste, e ricevute, che potrebbero essere utili a qualcun altr* possa essere interessat* all’argomento, la Dr.ssa Princivalli le rende fruibili a tutt*. E dunque, tu stess*, puoi trovare risposta a molte curiosità di video in video.  Il format è caratterizzato da pillole sulla psicoterapia online e sulle varie domande che tramite commenti, contatti, mail e whatsapp arrivano tutti i giorni a una terapeuta online.

In risposta alla ricerca “psicotrapeuta online video” ora puoi trovare, come dice la Dr.ssa Princivalli nel video di presentazione del canale “uno spazio in cui incontrarci e in cui posso offrirti le mie risposte”. Non solo, è uno spazio dove si offrono domande, spunti, riflessioni, che fanno tanto bene per “muoversi” e mettersi in gioco.

“Allora benvenuta e benvenuto in questo nuovo spazio, questo canale è per te.”

Aiuto online: come capire a chi affidarti

Come trovare un* ver* psicoterapeuta online?

È l’aiuto online quello più veloce e immediato da cercare. È spesso anche quello che, grazie ai suoi vantaggi, si rivela più in linea alle varie esigenze logistiche, oltre che di tempo e di urgenza. Lo/a psicoterapeuta online è una delle figure più ricercate in rete, con cui puoi portare avanti l’intero percorso a distanza. Iniziando la ricerca di aiuto online, in questo caso psicologico, ti troverai di fronte varie opzioni, professionist* divers* e, anche a parità di titoli, la scelta è ampia.

Come capire se la persona alla quale hai scelto di affidarti è davvero ciò che cerchi? Come fai a essere sicur* che cercando un* psicoterapeuta effettivamente la persona che hai incontrato abbia tale qualifica?

La Dr.ssa Laura Princivalli, psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia e Psicoterapeuta interazionista, ti aiuta a districarti nella rete (letteralmente!) raccontandoti quale sia la modalità più sicura per capire a chi affidarsi se ciò che cerchi è un* psicoterapeuta online. Se leggendo questo articolo volessi avere qualche informazione o chiarimento in più, o volessi iniziare un percorso psicologico online con lei o i/le suoi/sue collaboratori/trici puoi contattarla a info@psicoterapeuta-online.com.

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Come cercare aiuto online?

Innanzitutto per trovare la risposta è necessario inquadrare la domanda. Che tipo di aiuto online stai cercando? Ci sono vari tipi di professioni che potrebbero offrirtelo. Qui parliamo della figura dell* psicoterapeuta, ovvero l’unic* professionista che può portare avanti una “psicoterapia”, etimologicamente “cura della psiche” utilizzando gli strumenti psicologici del colloquio, analisi, relazione, con lo scopo del cambiamento. Ciò implica che sia la persona indicata nel caso in cui il percorso che cerchi sia un percorso mirato a lavorare su un malessere, a costruire benessere, a dare nuovo significato agli eventi, in generale a cambiare qualcosa, appunto.

Tale professionista in italia è laureat* in psicologia, abilitat* alla professione di “Psicologo”, iscritto a un Albo regionale e specializzato presso una scuola quadriennale riconosciuta dal MIUR che gli conferisca, appunto il titolo di “Psicologo Psicoterapeuta”.

Come verificare il titolo dell* professionista?

Molto spesso a un primo contatto c’è chi pone la questione della “fiducia”, o in altri termini del “sospetto”, nel contesto online, e le pone attraverso domande, dubbi, o anche racconti di brutte esperienze. Qualcun* si scusa nel chiederlo, e qualcun* la pone come provocazione. Pare sempre un argomento delicato quello del “come faccio ad assicurarmi che lei sia effettivamente una psicoterapeuta?” senza una targa sul muro, il lettino da psicanalista, o un posto fisico dove “trovarla”?

È molto semplice, ciò che tutela davvero il cliente di un* psicoterapeuta sono le regole a cui deve attenersi. E queste sono sancite nel codice deontologico sorvegliato dall’albo di cui fa parte. L’Albo è l’Ordine degli Psicologi della regione a cui appartiene, a cui deve necessariamente appartenere per poter svolgere la professione, che sorveglia sull’operato dell* professionist*.

La domanda da porre dunque è: “a quale albo appartiene?”(questo perché potrebbe appartenere a un albo di una regione diversa da quella in cui esercita). Nel sito di ogni Ordine regionale è possibile cercare l* psicolog* psicoterapeuta di interesse. Se lo trovi, beh, quella è la dimostrazione che il suo titolo è riconosciuto ed effettivo.

“Per assicurarsi che l’aiuto online che hai trovato possa davvero essere un aiuto, serve partire dalla ricerca che hai fatto, dalla domanda. “