


Il nuovo contesto di emergenza nel quale tutti e tutte siamo inseriti, e tutte le criticità che porta con sé, ha spinto molte persone a cercare assistenza psicologica per affrontare, nella maggior parte dei casi, problematiche che da tempo volevano affrontare. Molte tra le persone che si sono rivolte a questo sito hanno portato questioni e tematiche in ballo da tempo, utilizzando questo momento per sfidare blocchi e dubbi fino a prima ignorati o soffocati.
Questo articolo nasce con l’idea di raccontare come molte persone stanno vivendo l’emergenza sanitaria: affrontando i problemi generati o amplificati in essa, ma anche quelli precedenti, che per mille ragioni non erano stati messi discussione fino ad ora. A raccontarti l’assistenza psicologica fornita sono io: Laura Princivalli iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia e Psicoterapeuta interazionista, ed è un piacere per me condividere l’esperienza di queste settimane e offrirti la mia disponibilità per un aiuto psicologico on line. Se hai delle questioni aperte o desideri iniziare un percorso psicologico online, puoi contattarmi a info@psicoterapeuta-online.com.

Durante queste settimane sono state innumerevoli le richieste di sostegno psicologico. Si potrebbe pensare che l’aiuto cercato sia contestuale alla situazione d’eccezione nella quale ci troviamo: insicurezza sul presente e mancanza di una prospettiva futura da un punto di vista economico, lavorativo, del tempo libero e, più in generale, una totale incertezza su se, quando e come si ricomporrà una sorta di quotidianità oltre (o con) il Coronavirus. Si immaginerebbe che la quarantena sia una delle micce che possono accendere una problematica personale o relazionale che spinge ad andare nella direzione di un percorso psicologico. Molte delle chiamate confermano queste supposizioni.
La maggior parte delle persone che si sono rivolte al sito e che sto seguendo, portano problematiche precedenti al periodo e, molto spesso, non risentono in maniera particolare del momento di generale criticità. Ciò che emerge è sicuramente come una situazione di tale eccezionalità spinga chiunque a muoversi in qualche direzione, compreso l’immobilismo. Questo movimento, per l’esperienza di queste settimane, è molto spesso identificato con “occasione” e “tempo”. Occasione per prendere in mano qualcosa che fino a prima era una problematica ingombrante insieme a tante altre cose della vita. Tempo per gestirla, per vederla, per farla emergere e, finalmente, per fronteggiarla.
C’è chi vuole imparare a comunicare con il proprio ragazzo, gestendo l’ansia di dire qualcosa che fa paura, chi vuole ricominciare a fidarsi delle persone che ha accanto dopo tante delusioni, chi ha affrontato una malattia in solitudine e ora sente addosso il peso di alcune scelte, chi vuole dare un senso alla vita scoprendo come nonostante le brutte esperienze ci si possa godere i giorni, chi vuole riaccendere la vita sessuale con il proprio partner, chi vuole superare l’ansia da prestazione e chi sente di aver perso la propria autostima cullandola nell’insicurezza che ora provoca sofferenza.
Questi e altri racconti sono di chi ha cercato assistenza psicologica proprio in questo momento, cogliendo una situazione eccezionale per superare scogli quotidiani.