Ecoansia e aiuto psicologico

Laura Princivalli
Novembre 13, 2023
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Costrutto di ecoansia e contesto

L’ecoansia è stata definita nel 2017 dall’American Psychological Association come uno stato ansioso, di preoccupazione per una catastrofe ambientale. Nonostante si tratti di un tema ancora poco studiato e approfondito ha avuto, e continua ad avere, un grande impatto nell’attuale narrazione sulla crisi climatica e l’attenzione all’ambiente. Il termine ecoansia è stato largamente diffuso e utilizzato dai mass media rivolgendosi in particolare alle nuove generazioni nell’indicarla come la nuova malattia del secolo.

La Dr.ssa Laura Princivalli, psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia e Psicoterapeuta interazionista con questo articolo prova a offrire una finestra sul tema, collocando il supporto psicologico online tra le possibilità per affrontare la paura. Se leggendo questo articolo volessi avere qualche informazione o chiarimento in più, o volessi iniziare un percorso psicologico online con lei o i/le suoi/sue collaboratori/trici puoi contattarla a info@psicoterapeuta-online.com.

psicologo online

 

Ecoansia e psicoterapia

La patologizzazione dell’eco ansia che si sta delineando rischia di essere semplificativa e poco costruttiva da un punto di vista terapeutico. Come spesso accade il pericolo è quello di confondere la delegittimazione del vissuto e del narrato con una generica attenzione per la salute mentale. Se leggendo il termine ecoansia qualcosa ti è risuonato, all’interno di quella familiarità si snodano i tuoi significati attribuiti a quella singola parola. L’esplorazione delle luci che si sono accese, il tuo modo di identificarle e viverle è uno dei passi della psicoterapia; dar loro un nome, magari una forma è un altro passo. Ciò che si genera durante il percorso va oltre la terminologia mediatica, la definizione: raggiunge consapevolezze e letture del mondo di cui hai bisogno. L’obiettivo da costruire e ricostruire insieme che possa guidare la terapia parte da tutte queste considerazioni che sono di contesto e di contenuto all’eco ansia.

 

La condivisione come possibilità

In un interessante articolo di Letizia Molinari su ecoansia ed ecorabbia si allarga il concetto: “..quando si legge su Lancet che la metà dei giovani tra i 16 e i 25 anni soffrono per la crisi climatica, non possiamo trattarla come una nevrosi personale ma occorre una riflessione sul significato collettivo di questo malessere[..]”.

Fondando gli approfondimenti sul tema non solo sulla salute psicologica individuale ma anche sulle relazioni interpersonali e le cornici socio-culturali è opportuno ampliare il costrutto e metterlo a disposizione di tutt*. Ed è così che il percorso di psicoterapia offre lo strumento dell’elaborazione, dell’analisi del proprio vissuto e costruisce contemporaneamente la competenza di condivisione, crea un immaginario di contributo personale e sociale porgendo possibilità di interconnessione con l* altr* e con sé stess*.

La conclusione di Molinari riguarda un approccio terapeutico a tutti gli effetti: “il sintomo (e dunque l’ansia) è il tentativo (disperatissimo) del nostro corpo di resistere individualmente a un dolore ancora più grande (il mondo che brucia), forse collettivamente i nostri corpi (insieme) possono produrre altre modalità di resistenza meno autodistruttive e più efficaci.”

 

“L’idea è che collettivo e individuale diventino strumenti l’uno per l’altra, che si influenzino fino a codeterminarsi, allo scopo di perseguire la salute mentale e allo stesso tempo ambientale.”

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