Coronavirus: la parola a un’esperta di psicologia on line

Interazioni ed emergenza “virale”

Sono giorni difficili ma soprattutto strani, interessanti da leggere secondo la prospettiva della psicologia on line. Se sei capitato su questo articolo probabilmente ti sei posto una delle questioni centrali di un momento come questo: la portata psicologica di un evento letteralmente “virale”.

La psicologia on line è abituata a ragionare di “psiche” e di interazioni “on line”: per scelta, per obbligo, per opportunità. La situazione che ci si palesa pare tragica dal punto di vista dei limiti che vengono posti a livello fisico e interattivo. Supermercati presi d’assalto, scuole chiuse, quarantene e zone rosse. Che luoghi hai attraversato nelle ultime due settimane? Chi hai incontrato? Che mezzi hai preso? In quale direzione? Scava nel privato e nel quotidiano di ciascuno l’emergenza a cui si è sottoposti. E vincola l’intimità e le scelte personali. Ma soprattutto riguarda le interazioni.

Se ti è capitato di attraversare già questo blog di psicologia on line sai quanto io tenga alle “interazioni”; se invece fosse la prima volta inizio col presentarmi: sono Laura Princivalli iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia e Psicoterapeuta interazionista in formazione, ed è un piacere per me accompagnarti alla scoperta di questo tema. Se letta questa pagina, hai ancora delle questioni aperte o desideri iniziare un percorso psicologico online, puoi contattarmi a info@psicoterapeuta-online.com.

psicologo online

Restrizioni, limiti, zone rosse: superarli senza infrangerli secondo la psicologia on line

La “psicosi collettiva”, come qualche esperto l’ha definita, che ha spinto le persone a rinunciare ai mezzi pubblici o a fare scorte di cibo senza indicazioni precise a riguardo, va letta indipendentemente dal virus vero e proprio.

Il punto non è solo la paura del contagio, né l’idea della letalità del virus. Non sono sufficienti infatti le voci di medici e virologi in circolo da tutto il weekend che provano a rassicurare la popolazione. La problematica non è più solo medica.  Lo scenario che si è creato è legato alle persone e ai loro luoghi, alle loro interazioni, alle loro abitudini. Il panico nasce dall’idea di ogni mano stretta e dalla limitazione per ogni luogo di aggregazione non più frequentabile. L’effetto del contagio è diventato il contagio: l’influenza nella vita quotidiana di ciascuno e le domande, quasi paranoiche, che ognuno è costretto a porsi per escludere la possibilità di entrare in questa centrifuga che pian piano sta trascinando dentro chiunque.

Come la psicologia on line può rispondere a tutto questo?

“Siamo le nostre interazioni e le nostre interazioni possono provare a normalizzarsi, in questi giorni, con una mediazione tecnologica.”

Uno psicoterapeuta online risponderebbe con questa frase, nella quale si trovano un’affermazione con la quale in questi momenti non si può fare altro che fare i conti, e un’opportunità. “Siamo le nostre interazioni” ci dice che sì, se ti chiedi chi hai incontrato, con chi hai parlato, chi hai abbracciato, che strade hai percorso e chi potresti aver incrociato probabilmente ti risponderai che non lo sai, che sono azioni che compi così spesso che non puoi essere certo di essere un “escluso” dal problema. Il fatto che le interazioni possano essere gestite in questi giorni con una mediazione tecnologica è l’opportunità che ci si trova di fronte per affrontare giornate in cui si è obbligati a ridurre una quotidianità fatta di saluti e scambi interattivi.

Come la psicologia on line può offrire un’alternativa al “panico diffuso e percepito”

Da professionista e fan della psicologia on line non farò altro che ricordarti come esistano già tutte le possibilità che oggi sono diventate un “dovere”: lo smart working tanto per dirne una, la conference call, il webinar, la spesa a casa, i caffè su skype, lo psicoterapeuta on line. Quella che viene imposta come limitazione fa emergere possibilità alle quali sei già abituato/a, che solitamente accosti alle strette di mano e alle cene al ristorante, a una sessione di pilates in palestra e un film al cinema: ora sono l’unica opzione, che sei pronto a padroneggiare.

“Non dimenticare che hai già imparato a governare la viralità.”

“In momenti come questi, in cui sei obbligato a farlo, questo ti permette di gestire e non subire. Lasciando fuori il panico, facendo un respiro profondo e superando anche questi limiti.”

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