psicologia via internet

Psicologia via internet: districarsi nella rete

Bombardamento di informazioni e silenzio stampa

Il bombardamento informativo, che ogni giorno subiamo o attivamente ricerchiamo in ogni canale al quale ci affacciamo, soprattutto online, è ormai argomento ampiamente trattato. All’inizio tutto questo sembrava stimolante, poi è apparso caotico, oggi, per gli under 30 è considerato normale e quotidiano.

C’è, a proposito di news, aggiornamenti e condivisione delle informazioni, chi ne ha fatto una ricerca: secondo la Florida Atlantic University i “millennials” non calano le proprie prestazioni a causa delle distrazioni, non si rilevano livelli d’ansia di fronte a più stimoli, e anzi, parrebbe quasi il contrario. Il disagio nasce di fronte a tranquillità e silenzio. (Deven M. Christopher, Rosselli M. , Applied Neursychology Adult, 2019)

Come può la psicologia via internet leggere questi dati e gestire il processo di trasformazione delle persone all’interno della società?

Come può una persona come te, che ricerca un professionista, un supporto, magari solo un approfondimento online non perdersi tra tutti gli input?  E come puoi approcciarti allo strumento sia che cerchi tranquillità sia che cerchi nuovi stimoli?

Proviamo insieme a rispondere a queste e altre domande. A farlo con te, sono io: la Dott.ssa Laura Princivalli, Psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia e Psicoterapeuta interazionista in formazione, ed è un piacere per me accompagnarti alla scoperta di questo tema. Se letta questa pagina, hai ancora delle questioni aperte o desideri iniziare un percorso psicologico online, puoi contattarmi a info@psicoterapeuta-online.com

psicologia via internet

Eccesso di informazioni o accesso all’informazione?

I primi studi sul tema hanno coniato termini quali “sovraccarico informativo”, “information overload” come se le informazioni in entrata fossero “troppe” o di “difficile organizzazione”. Lo esprimono emblematicamente nel loro libro “Una cosa alla volta” il neuropsicologo Carlo Umiltà e lo psicologo Paolo Legrenzi (2016, Il Mulino) dove ci mettono in guardia dai metodi di costruzione di realtà artificiali che vengono usati dal web per scopi pubblicitari o propagandistici. Ne sono stati tratti nuovi tipi di disturbi ed elencati vari modi per sfuggirne.

A queste argomentazioni si contrappongono quelle che vedono opportunità e nuovi sviluppi derivati proprio dalla quantità di informazioni in circolo (ad esempio tutto il pensiero di Carl Shirky). Non solo.  Secondo queste valutazioni è la quantità stessa di notizie che permetterà di generare nuove forme di analisi e gestione di tutto ciò che improvvisamente, e sempre di più, è accessibile a tutti.

Nuovi spunti: la psicologia via internet come esempio di società dell’informazione

La psicologia ha sempre sostenuto che il sistema legato all’attenzione stessa, sia un sistema selettivo. Indipendentemente dalla teoria di partenza, il mondo psicologico è abbastanza concorde nell’illustrare come ognuno di noi selezioni cosa guardare, cosa ascoltare, cosa leggere, insomma, a cosa prestare attenzione. Indipendentemente dalla quantità di informazioni che ci vengono sottoposte, filtriamo sulla base dei nostri contesti di appartenenza, dei nostri significati, delle interazioni che cerchiamo, e scegliamo.

L’accesso e la condivisione continua di dati, come esposto all’inizio dell’articolo, è oramai abitudine e, per le nuove generazioni, parte del contesto vissuto e dato per scontato.

La psicologia via internet si inserisce proprio in questi ragionamenti: l’online coincide con l’ambiente sociale del nuovo millennio, è il qui e ora condiviso. Questo è il luogo (digitale) dove circolano il maggior numero di informazioni, notizie, dati, articoli, ricerche, immagini, suoni.

Ti è mai capitato?

Ma veniamo a te: ti è mai capitato di trovarti connesso e perderti tra una pagina e l’altra? Stavi leggendo una mail quando un’immagine ti porta ad aprire una nuova scheda per approfondire quel paio di scarpe che hai visto?

Oppure ti è mai capitato di entrare in questo o quel social network, uscirne per approfondire una notizia postata da un contatto e decidere di capirne di più sull’argomento in un altro sito, magari passando da Google?

Ti è mai capitato di guardare un film e interromperlo per cercare il nome dell’attore, la colonna sonora e ritrovarti in una pagina di approfondimento sul mondo del cinema che ti suggerisce altri film molto diversi da quello che stai guardando?

Con dinamiche analoghe, potresti esserti trovato online in qualche forum sul cambiamento, sulla problematica che senti in questo periodo, su quella sensazione spiacevole che vuoi modificare… potrebbero esserci tante opzioni e improvvisamente, tra le tante, hai provato a cliccare sulla psicologia o sulla psicoterapia online.

Tutto questo verrebbe definito come “Information overload”, ma non è altro che ciò che preferisco chiamare “società dell’informazione”.

Quello che viene chiamato bombardamento informativo, non è altro che il nuovo contesto, la realtà costruita con i nuovi strumenti in nostro possesso. Ed è necessario esserci, ricercare e farsi trovare proprio in quel luogo.