Psicologo online: frequenza delle sedute

Ogni quanto incontrarsi?

La frequenza delle sedute è un tema centrale del percorso psicologico poiché è all’interno dello scambio terapeutico che avviene il cambiamento e nei progressi tra un incontro e l’altro. La decisione di come distribuire le sedute è parte integrante del processo terapeutico e nasce dall’accordo tra paziente e terapeuta. Le valutazioni a riguardo sono molte, da fare da entrambe le parti: punto del percorso in cui ci si trova, contenuti portati, tema affrontato, livello di urgenza rilevato, disponibilità economiche del paziente, disponibilità di tempo di entrambi, livello di gestione acquisita e necessità di supporto.

A illustrarti le riflessioni necessarie ai fini di una corretta valutazione relativa alla frequenza delle sedute sono io: mi presento, sono Laura Princivalli, psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia e Psicoterapeuta interazionista in formazione ed è un piacere per me svelare, attraverso il mio blog, qualche segreto del mestiere e condividere qualche ragionamento in anteprima, che possa esserti utile per valutare se e come procedere. Se hai delle questioni aperte o desideri iniziare un percorso psicologico online, puoi contattarmi a info@psicoterapeuta-online.com.

Frequenza delle sedute: a chi spetta la scelta

Il tema “frequenza delle sedute” va posto sul banco in vari momenti, da entrambe le parti.

Al momento del primo contatto è già possibile fissare e condividere l’esistenza una “regola” del professionista a riguardo. Se avessi deciso di contattare uno psicologo potrebbe essere una delle prime curiosità da soddisfare. Risolto questo dubbio iniziale e mossi i primi passi la frequenza scelta va rinnovata e condivisa entrando in ogni “nuova fase”, attraversando periodi particolarmente caldi o incappando in temi urgenti.

La fase della conoscenza iniziale, un periodo particolarmente critico, un accadimento improvviso da gestire, potrebbero necessitare di un aiuto psicologico online più ravvicinato, e di sedute più frequenti. Allo stesso modo periodi meno accesi, e momenti meno tesi possono essere gestiti facendo passare più tempo tra una seduta e l’altra. Molto spesso, allungare il tempo tra una seduta e l’altra dimostra un traguardo raggiunto, un nuovo livello di autonomia. Queste valutazioni nella maggior parte dei casi sono guidate dal professionista che, gestendo il processo, si occupa di analizzare l’andamento del percorso di volta in volta. Sei anche tu attivo in questo tipo di scelte: sei tu che porti i contenuti e con essi l’urgenza di un tema o di un altro, la padronanza di una competenza, la gestione di un periodo. Inoltre, spetta a te condividere col terapeuta scelte “dovute” a esigenze economiche o logistiche che impediscono incontri più frequenti.

Costruire insieme il percorso

La frequenza delle sedute va valutata di momento in momento, di persona in persona, di fase in fase. Va discussa, condivisa, rinnovata, come tema stesso del supporto. Da subito va espressa la regola, la flessibilità, l’importanza stessa attribuita a questa variante.

Personalmente, presento il tema al primo contatto e alla fine della prima seduta, lasciando all’altro lo spazio di portare con sé le proprie aspettative e le proprie esigenze in merito al percorso. La valutazione procede insieme, in interazione, sulla base del momento in cui ci si trova, con la flessibilità di rinnovarla sulla base delle analisi condivise sul percorso.

“Porre la questione della frequenza delle sedute diventa un rito di passaggio tra una fase e l’altra e un’evidenza di un momento e un altro. Racconta del percorso, parla all’interlocutore, e segna un nuovo passo.”

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