Psicologo online: privacy e segretezza

Psicologo online: privacy e segretezza

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Due sono le parole chiave su cui concentrare la riflessione attuale sulla figura dello psicologo online: privacy e segretezza. Molto spesso la domanda di aiuto psicologico online si accompagna a dubbi, domande e richieste precise di “anonimato”, “riservatezza”, “segreto professionale”. Ciò fa capire come ci sia molta confusione in merito, sia in generale sulla figura dello psicologo, sia in modo particolare per ciò che riguarda il professionista che opera online.

Che differenza c’è tra “privacy” “segretezza”, “anonimato” e cosa è tenuto a garantire lo psicologo online al proprio interlocutore? Che cosa richiede il professionista al proprio cliente? Laura Princivalli, psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia e Psicoterapeuta interazionista prova a fare chiarezza sulla questione “psicologo online: privacy e segretezza”. Se leggendo questo articolo volessi saperne di più o desiderassi iniziare un percorso psicologico online puoi contattarla a info@psicoterapeuta-online.com.

psicologo onlineDeontologia professionale dello psicologo: privacy e segretezza

I due aspetti più delicati nella scelta di rivolgersi allo psicologo online: privacy e segretezza, come sono gestiti? Lo psicologo online è iscritto all’Albo degli Psicologi della propria regione, pertanto è sottoposto al Codice deontologico degli Psicologi e al Codice Etico. Indipendentemente dalla modalità scelta, le regole in materia di privacy e segretezza valgono per il/la psicologo/a online allo stesso modo del/la professionista che opera tradizionalmente di persona.

Quando si parla di “segretezza” ci si riferisce all’obbligo del segreto professionale presente nel Codice Deontologico, di cui si riporta l’Articolo 11: “Lo psicologo è strettamente tenuto al segreto professionale. Pertanto non rivela notizie, fatti o informazioni apprese in ragione del suo rapporto professionale, né informa circa le prestazioni professionali effettuate o programmate, a meno che non ricorrano le ipotesi previste dagli articoli seguenti.” Ciò che riguarda la “segretezza” è specificato anche nell’Articolo 17, di cui si riporta lo stralcio: “La segretezza delle comunicazioni deve essere protetta anche attraverso la custodia e il controllo di appunti, note, scritti o registrazioni di qualsiasi genere e sotto qualsiasi forma, che riguardino il rapporto professionale.”

La “segretezza” a cui è tenuto lo psicologo è quindi definita nel Codice Deontologico come il divieto a rivelare ciò che accade durante la seduta.

Ciò che riguarda la privacy invece è presente nel nuovo Regolamento Europeo (ma era già previsto dalla normativa italiana). Nel caso specifico, il/la paziente va informato/a del tipo di dati necessari all’avvio del rapporto terapeutico e al tipo di utilizzo che ne verrà fatto. Per procedere, è necessario che il/la paziente dia il proprio consenso allo psicologo online che deve dichiarare che si ispira ai principi di liceità, correttezza, trasparenza, minimizzazione e limitazione dei dati, come previsto dal Regolamento Europeo.

La richiesta di anonimato: come può gestirla lo psicologo online?

La richiesta di anonimato che arriva alla tastiera dello psicologo online è in contraddizione con le regole riguardanti privacy e segretezza, che si fondano sulla responsabilità del professionista sul percorso terapeutico. Lo/la psicologo/a infatti, ha necessità di avere il consenso per il trattamento dei dati e la necessità di interagire con una persona che possa essere riconoscibile, con la garanzia del rispetto delle due regole di base dello psicologo online: privacy e segretezza.

Questo è il motivo per cui anche il professionista che lavora con la mediazione dei mezzi di comunicazione digitale, richiederà il consenso informato per il trattamento dei dati necessari alla partenza della relazione terapeutica e assicurerà il segreto professionale su tutti i temi trattati durante la seduta terapeutica.

Psicologo online: privacy e segretezza. E per i minorenni?

Se sei minorenne e sei alla ricerca di un supporto psicologico online, è necessario che il consenso al trattamento dei dati e dunque al percorso in generale, venga concesso da entrambi i genitori o da chi ne fa le veci. Rivolgersi a un professionista che lavora come privato e non supportato da un ente, anche se online, significa essere soggetto alle regole a cui è tenuto qualsiasi psicologo.

“Lo psicologo online è una figura professionale abilitata a una professione e iscritta a un albo. E come tale è sottoposto alle stesse regole dei professionisti che lavorano di persona, ai fini di tutelare l’altro/a e prendersi la responsabilità della relazione terapeutica.”

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